Moneta - Storia della moneta

Appunto molto sintetico sulla storia della moneta che inizia con il riferimento al baratto per giungere alla libera convertibilità della carta moneta in oro e fino al nuovo sistema di libera immissione di nuova liquidità dei giorni nostri.

La storia della moneta

Nei tempi più remoti, prima che l'idea di moneta fosse concepita, gli scambi avevano la forma del baratto, cioè scambiavano una cosa per un'altra di uguale valore, ma i mercanti preferivano essere pagati con i metalli, perchè riunivano un grande valore in poco spazio, tutti li accettavano in pagamento, potevano essere ridotti, fusi in lingotti e non si deterioravano nel tempo. Solo verso la fine del VII secolo avanti Cristo, ha cominciato a diffondersi l'uso della coniazione di monete, il cui valore era uguale al valore del metallo di cui erano formate. Ma la moneta coniata poteva essere rubata e nessuno avrebbe potuto più distinguere le proprie monete da altre simili. Per supplire a questo inconveniente cominciò ad affermarsi nel Medioevo il ricorso alla lettera di cambio o nota di banco: un documento con cui gli orafi prima ed i banchieri poi affermavano che tal persona aveva depositato presso di loro una certa somma. Poco a poco le grandi transizioni cominciarono ad effettuarsi esclusivamente con scambi di queste lettere e successivamente i banchieri non rilasciavano più una sola lettera personalizzata, ma una serie di lettere di importo diverso, già predisposte. Poco dopo i Governi iniziarono a mettere sotto controllo l'attività di emissione delle banconote che venne poi progressivamente ristretta alle sole banche dello Stato e poi alle sole banche centrali.

Due sono i principali sistemi monetari della nostra storia moderna a partire dal 1870: il Gold Standard ed il Gold Exchange Standard

Il Gold Standard, sistema di monometallismo aureo, per cui la circolazione era composta di monete d’oro e di biglietti di banca pienamente convertibili in monete d’oro e viceversa. Vigeva libertà di coniazione e di fusione nonché di importazione e di esportazione del metallo. Un sistema del genere ha regolato le relazioni economiche internazionali dal 1870 alla Prima guerra mondiale. La dichiarazione di un prezzo fisso (la parità) di ciascuna valuta rispetto all’oro determinava, per quanto riguardava i rapporti interni, un legame di proporzionalità tra la quantità di moneta in circolazione e il totale d’oro posseduto dalla banca centrale o dallo stato, e, per quanto riguarda i rapporti esterni, un sistema di tassi di cambio praticamente fissi, in quanto le oscillazioni di essi erano contenute tra i cosiddetti punti dell’oro o punti metallici. Dopo la Prima guerra mondiale, molti paesi, a causa dell’eccessiva emissione di denaro per le spese belliche e della scarsità dell’oro, si trovarono in difficoltà nel garantire la diretta corrispondenza tra quantità d’oro detenuta e banconote in circolazione. Il Gold Standard fu di conseguenza abbandonato a favore del Gold exchange Standard istituito con il trattato di Bretton Woods del 1944.

Con il Gold Standard, ogni moneta di carta emessa dalla banca aveva un esatto corrispettivo in oro. Il sistema che consentiva la libera convertibilità della carta moneta in oro venne appunto chiamato Gold Standard, o sistema aureo. Quando all'inizio del XX secolo entrò in crisi, fu sospeso in molti Paesi a favore del Gold exchange Standard per cui non si doveva più emettere tanta moneta in circolazione in proporzione di quanto oro disponesse la banca centrale o lo stato, ma in base alla quantità con cui si potesse in qualsiasi momento convertire la moneta in oro. La convertibilità in oro del dollaro e delle valute ad esso collegate viene abolita il 15.08.1971, con la fine degli accordi del Bretton Woods del 1944, in quanto una grande quantità di dollari veniva nel frattempo convertita in oro per i timori di una svalutazione della moneta americana causata dal grande debito che gli USA avevano accumulato con la guerra in Vietnam. Oggi l'oro non svolge più nessuna funzione monetaria e si tende ad immettere nuova moneta in funzione della quantità di prodotti in circolazione od in base a quantità di produzione che si vuol raggiungere nelle varie fasi economiche.

Per capire cosa accade oggi, ritorniamo alla fase del BARATTO ed analizziamo cosa poteva accadere a quel tempo in un sistema di scambio dei prodotti in una comunità contadina che vivesse di allevamento del bestiame od animali da cortile.

Supponiamo che questa comunità fosse formata da 5 famiglie, tra le quali una possedesse un maiale, un'altra un bue, un'altra ancora conigli, una galline che producevano uova e l'ultima che avesse una mucca.

Supponiamo che nell'ipotetico sistema di baratto le varie famiglie si fossero accordate dando un valore ai vari beni che possedevano in funzione degli altri, così che avevano preso il valore del bene più piccolo e cioè l'uovo come unità di misura. Così facendo si poteva calcolare quante volte il valore del bene più piccolo entrava nel bene di maggior valore. Allora la mucca valeva 2000 uova, il bue 1500 uova, il maiale 1000 uova, una gallina 20 uova ed un coniglio 25 uova. E fin qui tutto bene in quanto i vari protagonisti, di comune accordo, avevamo trovato le giuste proporzioni. Il problema nasceva quando colui che possedeva il bene di scambio di maggior valore, avesse voluto acquistare un bene di minor valore.

Il problema scaturiva per esempio per colui che aveva un bue e voleva comprare 10 uova. Non poteva certo fare a pezzetti il bue in quanto poi rischiava di restare con più di tre quarti di bue invenduto.

Stessa cosa per chi avesse avuto un maiale od una mucca che avesse voluto acquistare un bene di minor valore.

L'unico privilegiato o avvantaggiato che fosse, era colui che aveva uova e galline. Costui poteva benissimo dare 25 uova per un coniglio oppure 1000 uova per un maiale ed i conti tornavano, ma non tornavano viceversa per colui che possedeva un maiale ed avesse voluto comprare 50 uova, quando il maiale ne valeva almeno 1000.

A qualcuno venne una idea geniale e disse agli altri: ebbene le nostre proporzioni di scambio sono giuste, ma gli scambi non sono agevoli, allora stampiamo dei pezzi di carta ed a ciascuno attribuiamo valore di un uovo e distribuiamo a ciascuno di noi tanti pezzi di carta che chiameremo "danari" pari al valore detenuto da ciascuno di noi.

Così colui che possedeva il maiale ebbe 1000 danari, colui che aveva 20 galline e 200 uova ebbe 600 danari, colui che possedeva il bue ebbe 1500 danari, colui che aveva la mucca ebbe 2000 danari e colui che aveva 20 conigli ebbe 500 danari.

A questo punto colui che possedeva il maiale potette comprare uova, galline e conigli a suo piacimento in virtù dei suoi 1000 danari, e così anche colui che possedeva la mucca potette comprarsi il maiale ed anche conigli, uova e galline ecc ...

Ecco che adesso il sistema girava e funzionava.

Abbiamo ne più e ne meno così descritto come funziona oggi il meccanismo dell'immissione di nuova liquidità, saltando a piè pari tutti gli stadi dal baratto fino al 1971.

Ma non finisce qui, perchè trovato la giusta soluzione per far girare il sistema, i protagonisti della nostra piccola comunità non si vollero fermare, ma vollero progredire ancora di più. Il padrone della mucca volle farla accoppiare con il bue e farle fare i vitellini, così chi aveva le galline fece in modo di avere tante altre uova, così chi aveva i conigli li volle moltiplicare con gli accoppiamenti, ecco Fu così che la ricchezza in quella comunità aumentò e si moltiplicò. Con tanti nuovi prodotti sul mercato ci fu bisogno di ulteriore nuova moneta che venisse immessa nel sistema affinchè il sistema non si bloccasse ed i nuovi prodotti restassero invenduti. Ma a pensarci bene altra moneta era già necessaria non appena i vari protagonisti maturarono l'idea di incrementare i propri beni. Il padrone delle galline aveva bisogno del grano per far fare le uova a quelle galline e così chi aveva i conigli aveva bisogno del mangime per ingrassarli e così chi aveva la mucca ed il bue aveva bisogno di altri danari per poter incrementare i propri beni, tutti avevano bisogno anzitempo di altri danari al fine di creare ed ancor prima che fosse creata nuova ricchezza.

Ebbene ecco perchè con il sistema moderno si immette nuova liquidità (banca centrale). Sia per creare le condizioni di nuova ricchezza, prima ancora che sia stata creata e si immette altresì nuova liquidità quando i nuovi prodotti sono stati creati, per far si che possano essere scambiati.

In questa nostra analisi, in base a questo esempio, come dicevo, si sono saltati i vari stadi appartenenti alla moneta nella sua lunga storia o meglio nella storia dello scambio dei beni dal baratto ad oggi.

Fino a quel 15 agosto del 1971, l'immissione di nuova liquidità era rimasta in qualche modo ancorata alla quantità di oro che ciascuno stato possedeva e quindi quel Gold Standard ed anche quel Gold Exchange Standard risultavano molto limitativi per lo sviluppo economico. Con la fine del Bretton Woods si capì che legare la quantità della moneta in circolazione con la quantità dell'oro posseduta si limitava lo sviluppo ed oggi le banche centrali, giusto o meno giusto che siano loro ad assolvere questa funzione, immettono liquidità senza alcun limite aureo, ma in funzione dello sviluppo e del valore dei beni in circolazione.

L'organismo che immette liquidità, lo fa alla stessa stregua di come fa il contadino quando semina il campo. Se il chicco di granoturco o del grano nasce, produce la pannocchia o la spiga e quindi quel seme viene moltiplicato e si crea ricchezza. Mentre se il chicco non nasce il sistema si impoverisce e si svaluta in quanto butta via il seme. Così accade quando si immette liquidità in un sistema economico, politico e finanziario. Se quel sistema è efficiente e quindi il campo è fertile e ben preparato ad accogliere il seme è probabile che la nuova moneta generi ricchezza e quel paese progredisca sotto tutti gli aspetti legati alla nuova ricchezza. Ma se il sistema non è efficiente, il campo non è fertile e mal preparato, allora è probabile che quella semina generi poche nuove piantine al punto che il raccolto non sia neanche sufficiente a ripagare il seme, così che la moneta si svaluta ed il paese si impoverisce.

 

Pietro Campanelli  20.04.2017